Storia
Tutto è cominciato il 21 marzo
del 2003,
primo giorno di primavera...
Ogni anno, in quel giorno, l'UNESCO celebra la giornata mondiale
della poesia.
Da allora, ogni mese, alla Tavernetta di Remanzacco, si riunisce
un folto gruppo di persone. Serate conviviali, si mangia,
si beve, si balla. Però ad un certo punto della serata
si crea un momento magico. Un intermezzo poetico coinvolge
i presenti e crea una atmosfera incantata.
Non per niente il motto di queste serate ludico-culturali
è "Fare cultura divertendoci".
L'ideatrice e organizzatrice di queste serate è Francesca
Rodighiero.
Dopo un anno di incontri è stato deciso di mettere
nero su bianco e di dar corpo, anche formalmente, ad una associazione
che ha preso il nome di "Accademia Città di Udine".
"Accademia! Ma non è troppo impegnativo?"
dirà qualcuno.
La parola accademia, infatti, richiama alla mente ricordi
scolastici come l'Accademia Platonica, l'Accademia dei Lincei,
l'Accademia della Crusca. Cioè associazioni costituite
da rinomati studiosi ove la cultura è espressa ai più
alti livelli.
Ma a noi friulani piace ricordare anche l' «Academiuta
de lenga furlana» di Pasolini. Il diminutivo friulano
in questo caso rende più familiare, più accettabile
l'aulico termine di "accademia".
Ma ora, voglia o no, l'Accademia Città di Udine è
nata e gli "accademici" dovranno attivarsi per realizzare
le aspettative che l'impegnativa denominazione richiede.
Il presidente, Francesca Rodighiero, assieme ai suoi collaboratori,
ha fatto tutto in piena regola, secondo le migliori tradizioni:
statuto, comitato direttivo, tessere associative e quant'altro.
Naturalmente qui non si fa solo cultura ma anche del sano
divertimento. Nelle serate "Fare cultura divertendoci",
ogni secondo venerdì del mese, si cena, si ascolta
dell'ottima musica (si può anche ballare) e si fa cultura
celebrando eventi artistico-culturali.
Una associazione culturale come tante altre?
No, questa accademia ha qualcosa in più rispetto alle
altre, qualcosa di diverso. Alcuni punti qualificanti sono
degni di attenzione.
Infatti sono state introdotte alcune peculiarità che
possono considerarsi innovative, avanzate e forse utopistiche.
Eccole:
La lingua ufficiale, anzi le lingue ufficiali dell'accademia
sono tutte le lingue e i dialetti del mondo. Anche se incomprensibili
a chi ascolta o a chi legge.
La sovranazionalità: non esistono confini. Il territorio
di competenza dell'accademia è il mondo.
Tutti uguali: sono stati aboliti, nell'ambito dell'accademia,
i titoli accademici, i titoli di studio, i titoli nobiliari.
Non più discriminazioni tra titolati e paria. Nei giornali
francesi si scrisse "Monsieur Berlusconi et
Madame Veronica". In accademia si scriverà e si
dirà: signora Francesca Rodighiero (il presidente),
signora Renata Capria D'Aronco (il direttore), signor Albino
Comelli (il dirigente artistico-letterario).
Valore della dignità umana, promozione della persona,
autonomia e indipendenza da qualsiasi potere. Questi sono
i princìpi ai quali ispirare la propria attività
espressamente richiamati nello statuto.
Sono stati citati, en passant, alcuni soci fondatori. Ci
sono anche Vitto Claut (esperto
legale),
Giovanni
Cavallin (tesoriere), Margit Nagy (rapporti con l'estero). L'organigramma completo,
con i vari incarichi, si può vedere cliccando qui.
Da notare che il direttore dell'accademia, Renata Capria
D'Aronco, è presidente del Club UNESCO di Udine ed
inoltre segretario generale della Federazione Italiana dei
Club e Centri UNESCO (associata alla Federazione Mondiale).
E' quindi naturale una sintonia, negli ambiti in cui l'accademia
opera, con UNESCO, nel "promuovere la pace attraverso
la cooperazione intellettuale". Alcuni accademici del
comitato direttivo sono anche membri del Club UNESCO di Udine.
L'accademia non ha scopi di lucro. Il volontariato è
d'obbligo. I componenti il direttivo operano gratuitamente
al servizio della cultura e dello svago.
Non siete ancora iscritti? Telefonate al 0432.508206 o al
340.5341420.
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