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Premiazioni

 
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Concorso
A)  

Il Concorso è aperto a tutti i poeti, i quali possono presentare un solo testo a tema libero, inedito, massimo 30 versi.
Ogni opera dovrà essere anonima, dovrà recare, sull’intestazione, il titolo e la sezione a cui partecipa. La scheda di adesione o fotocopia della stessa, compilata in tutte le sue parti, dovrà essere contenuta in una busta chiusa.
Ai sensi del D.L. 196/03, tutti i dati verranno utilizzati esclusivamente per le iniziative legate al Premio Letterario.

     
B)   La partecipazione al Concorso prevede l’accettazione completa del regolamento, che si considera parte integrante del presente depliant.
     
C)   Le poesie dovranno essere scritte in lingua italiana o in lingua friulana.
     
D)   Le poesie andranno inviate in n° 6 copie, di cui una sola dovrà riportare: nome, cognome, indirizzo e numero di telefono dell’autore.
     
E)   Le poesie dovranno essere consegnate a mano alla Segreteria del Premio oppure inviate fermo posta a:
    “Accademia Città di Udine”
Via Anton Lazzaro Moro, 56 - 33100 Udine
Tel. 0432 508206 - C.I. AH5503894
     
F)   A parziale copertura delle spese di organizzazione, si richiede un contributo di adesione di Euro 10,00 da versare tramite vaglia postale, o bonifico bancario c/o Banca di Cividale IBAN:
IT38G0548412305064570407939 intestato a:
“Accademia Città di Udine” - Via Anton Lazzaro Moro, 56 33100 Udine, oppure presso la “Tipografia Doretti”
L’adesione per i “Poeti Giovanissimi” (Scuola Primaria; Scuola Secondaria di primo e di secondo grado) è gratuita.
     
G)   Tutti i premiati (3) e i segnalati (7) saranno avvertiti in tempo per ricevere il premio.
     
H)   Le poesie dovranno pervenire inderogabilmente entro e non oltre il 30 giugno 2008, data ora prorogata al 15 luglio 2008.
     
I)   La premiazione avrà luogo venerdì 3 ottobre 2008, alle ore 18.00, nel corso di una cerimonia ufficiale, presso la TIPOGRAFIA DORETTI Via A. Di Prampero, 7 - UDINE
     
L)   I premi consisteranno in targhe, medaglie e libri.
In particolare:
     
    a) Sezione Lingua Italiana:   1° Classificato Euro 300,00
2° Classificato Euro 200,00
3° Classificato Euro 100,00
 
b) Sezione Lingua Friulana:   Premio speciale Euro 150,00
per la poesia, in lingua friulana, più originale
 
c) Sezione “Giovani Poeti”:   Premi speciali e riconoscimenti
     
M)   A tutti i concorrenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. I premi saranno consegnati ai vincitori, nel corso della cerimonia di premiazione, venerdì 3 ottobre 2008. Il giudizio della Giuria è insindacabile.
     
N)   Una pubblicazione raccoglierà i componimenti, dei partecipanti al Concorso.
     
O)   L’“Accademia Città di Udine” declina ogni responsabilità per disguidi postali, smarrimenti e furti. La partecipazione al Premio implica l’accettazione incondizionata di tutti gli articoli del presente regolamento.
     
P)   La Giuria sarà composta da cinque membri designati dall’organizzazione. I nomi dei giudici verranno comunicati al momento della premiazione.
     


Coordinamento:  

Francesca Rodighiero
(Presidente dell’Accademia e Dirigente della Confartigianato)
e-mail: francesca.rodighiero@alice.it
Tel. 0432 508206
Cell. 340 5341420

     
   

Renata Capria D’Aronco
(Direttore dell’Accademia e Presidente del Club UNESCO di Udine)
e-mail: clubunesco_udine@libero.it
Tel. e Fax 0432 521124
Cell. 330 241160



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Testo di un articolo pubblicato sul Gazzettino (9 luglio 2004)

Giulietta e Romeo erano friulani?


Romeo! Parcè sestu Romeo? Refude il to non!" dice Giuletta, anzi Giuliute, a Romeo. Ma perché in friulano? Una suggestiva ipotesi, suggerisce l'origine friulana dei protagonisti dell'immortale opera di Shakespeare.

La vicenda di Giulietta e Romeo si perde nella notte dei tempi. Addirittura nella mitologia. La storia è arrivata ai nostri giorni attraverso stratificazioni successive con varianti di cui non è sempre facile individuare il momento della nascita e la paternità.

Ecco un elenco delle principali versioni della racconto a cominciare da Ovidio.
Nelle sue "Metamorfosi" si narra del mito di Piramo e Tisbe. Una storia che ha molte analogie con quello di Giulietta e Romeo.

Ma Shakespeare conosceva Ovidio e le Metamorfosi? La risposta è SI.
Infatti nel "Sogno di una notte di mezza estate" viene recitata, quale inserto metateatrale, la storia di Piramo e Tisbe.
Quindi non è difficile ipotizzare che Shakespeare abbia tratto da Ovidio lo spunto per elaborare la sua opera più celebre.
Ma proviamo a seguire un altro percorso.
Nel 1476 viene pubblicato postumo "Il Novellino" di Masuccio Salernitano (1410 - 1475). Un libro di novelle con qualche accenno boccaccesco. In un racconto del Novellino si narra di Mariotto e Giannozza da Siena. Nei due protagonisti sono rintracciabili le figure di Priamo e Tisbe di ovidiana memoria. Nella novella del Masuccio le analogie con la tragedia di Shakespeare sono indubitabili. Variano solo i nomi e qualche dettaglio.

Nel 1531 appare postuma la "Historia novellamente ritrovata dei due nobili amanti" del vicentino Luigi Da Porto (1485 - 1529). Anche qui si può pensare che Da Porto si sia ispirato al Masuccio, a Ovidio o a entrambi. Con Da Porto nasce l'ipotesi dell'origine friulana della storia. Ma ci torneremo più avanti.
Nel 1544 Matteo Bandello (1485 - 1561) amico di gioventù di Luigi Da Porto (conosciutisi a Urbino) pubblica "La sfortunata morte di due infelicissimi amanti che l'uno di veleno e l'altro di dolore morirono, con vari accidenti". Le novelle di Bandello, divenuto vescovo di Agen in Francia, furono tradotte in francese da Pierre Boisteau.

Nel 1562 Arthur Broocke traduce in inglese dal francese la novella nel poema di 3020 versi "The tragical Hystorye of Romeus and Juliet".
Nel 1569 anche William Painter tradusse e pubblicò in Inghilterra la novella assieme ad altri racconti nel "Palazzo del piacere".
Nel 1578 Luigi Groto scrive l' "Adriana" che contiene frasi e immagini molto vicine al lavoro di Shakespeare.

Nel 1590 Lope de Vega ripropone il tema della "morta viva" con "Castelvines y Monteses". I suoi protagonisti si chiamano Roselo e Julia. La storia si conclude con un lieto fine. E finalmente nel 1591 (o forse nel 1595) Shakespeare presenta la prima versione della tragedia con il titolo "An excellen conceited Tragedie or Romeo an Iuliet". Negli anni successivi altre versioni "rivedute e corrette" furono proposte da Shakespeare.

E' noto che Shakespeare era un plagiario, un geniale plagiario. Va notato che la ridondanza di fonti a cui attingevano gli scrittori di una volta dimostra che non esisteva nessuna preoccupazione per l'originalità delle storie. Non esistevamo né diritti d'autore né la Siae a disturbare le loro scopiazzature.
Ma parliamo della tragedia di Shakespeare. La vicenda è ambientata a Verona nel 1303. Già Dante nella Divina Commedia scriveva "Vieni a veder Montecchi e Cappelletti". Shakespeare, con questa tragica storia d'amore e di morte supera largamente la grossolanità delle versioni precedenti. Il racconto viene portato ad un raffinato lirismo, ad una poesia che oltrepassa il tempo e lo spazio. La purezza dei sentimenti dei due quindicenni veronesi tocca il cuore e commuove da sempre.

Ma quei due erano proprio veronesi? Non erano forse friulani? This is the problem (...restiamo con Shakespeare). Luigi Da Porto, il nostro uomo chiave, scrive la novella nel 1526 ma la pubblicazione è postuma (nel 1531) due anni dopo la morte dell'autore. Nel 1539 apparve un'altra versione con il titolo "La Giulietta".

Il Da Porto era un nobile vicentino, vissuto da giovane per alcuni anni alla corte di Guidobaldo da Montefeltro a Urbino. E' importante ricordare che Luigi Da Porto era nipote di Antonio Savorgnan. Dopo varie vicissitudini nel marzo del 1510 si trova a Gradisca d'Isonzo agli ordini di Alvise Dolfin. In Friuli compie varie imprese belliche con esiti positivi.

Nel febbraio del 1511 è a Cividale. Sollecitato dallo zio, Antonio Savorgnan, si spinge a Udine. Qui si trova coinvolto nelle faide cittadine che provocano molti morti. Il 18 giugno dello stesso anno viene ferito alla gola presso il Natisone e rimane paralizzato. E' costretto ad abbandonare il mestiere delle armi.
Muore a Vicenza nel maggio del 1529.

Le sue "Lettere storiche" (postume, 1832-1837) sono la fonte più sicura per le notizie su di lui. Il racconto "Historia novellamente ritrovata..." è introdotto da una dedica rivolta a Lucina Savorgnan, cugina dell'autore. In questa dedica compare un narratore di nome Peregrino da Verona, arciere di cinquant'anni, che accompagna Luigi Da Porto nel suo viaggio da Gradisca a Udine. Si legge che Peregrino vuole consolare Luigi per un suo amore nato in Friuli che però non sembra corrisposto.

E' possibile che con questa dedica il Da Porto voglia suggerire al lettore la presenza di due storie parallele. Quella di Giulietta e Romeo e la storia dell'amore dello scrittore per una donna, ovviamente friulana. Secondo alcuni ricercatori questa donna poteva essere proprio la cugina Lucina a cui viene dedicata la novella.

Sempre secondo alcuni studiosi il nome di Giulietta, assegnato alla protagonista del racconto, deriverebbe da Forum Julii ove risiedeva la giovane amata dal Da Ponte. Il nome di Romeo starebbe ad indicare il romeo, il pellegrino, il forestiero quale era Luigi Da Porto in Friuli. Per i cognomi esiste una complessa teoria abbastanza verosimile.

Ad ogni modo, con la novella del Da Porto, i nomi dei protagonisti diventano Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi. Tali nomi resteranno, con adattamenti linguistici locali, anche nelle successive versioni di altri autori, compreso Shakespeare. Possiamo quindi affermare con un certo orgoglio che, molto probabilmente, i nomi dei protagonisti della più famosa storia d'amore del mondo, sono stati pensati in Friuli e sono collegati ad un amore, purtroppo sfortunato, nato in Friuli.

Questa stimolante ipotesi ha dato il titolo ad un premio di poesia che Francesca Rodighiero, la nota creatrice di incontri ludico-culturali, ha istituito.

Carlo Rinaldin


 
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2005 Accademia Città di Udine
Per maggiori informazioni telefonare al 0432.508206 oppure al 340.5341420
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