Concorso di Poesia 2009 - Sesta edizione
PREMIAZIONI

Le premiazioni si sono svolte venerdì 9 ottobre 2009 con una cerimonia ufficiale, presso il ristorante "Alla Tavernetta" di Remanzacco, Udine. La partecipazione è stata notevole ed i presenti hanno potuto assistere alla consegna dei premi e dei diplomi di partecipazione ai poeti.

PRIMO CLASSIFICATO - sezione lingua italiana
 
  GIOVANNI BOTTARO
CON IL SALTO DELLO SCOIATTOLO
   

Nel dinamismo di un ritmo incalzante e nella suggestione e significatività della parola è riuscito a fondere, nei simbolismi di un percorso vitale, nostalgia e rievocazioni di momenti di infanzia, inquieto presente e proiezione verso un assoluto in cui l’essere si risolve e  si pacifica.

 
SECONDO CLASSIFICATO - sezione lingua italiana
 
  BENITO GALILEA
OVUNQUE UNA TERRA
   

Con fluidità di linguaggio e scorrevolezza di ritmo ha significativamente rappresentato un momento del vivere  che si proietta,  in  accorato ricordo, verso gli spazi e i tempi di un infanzia lontana che riemergono come in una dimensione di sogno.

 
TERZO CLASSIFICATO - sezione lingua italiana
 
  EMILIA FRAGOMENI
ZINGARA DEL CIELO
   

Con chiarezza e limpidità di linguaggio ha saputo delineare una condizione inquieta  e lacerata dell’essere  per ricordi che riconducono  tormentatamene a trascorsi momenti di vita, in attesa che possano riproporsi,  ma nello stesso tempo in un  desiderio di liberazione che ci proietti  in una dimensione lontana dal  mondo.

     
Poesie segnalate - sezione lingua italiana
 
    BRUNO LAZZEROTTI
IL BICCHIERE DI CARTONE
     
    MARIA CAPASSO
LA MIA PACE
     
    MARTA MASOTTI
LASCIAMI ANDARE
     
    GABRIELLA GRILLO
MAMMA
     
    GIUSEPPE BARBIANI
MANI DI DONNA
     
    ELDA FONTANOT
OCCHI. FINESTRE DI PIACERI
     
    FRANCESCA CIANI
PIOVONO BRICIOLE DI CUORE
     
    ELENA NAGLIA
UN FARO NELLA NEBBIA
     
     
     
PRIMO CLASSIFICATO - sezione lingua friulana
 
  MARIO MILANESE
CJALANTMI TAL SPIELI O VIÔT
   

Con linguaggio chiaro e scorrevole ed essenzialità di rappresentazione ha saputo delineare la
dolorosa tristezza dell’inesorabile trascorrere del tempo che conduce alla fine, nella consolazione però che  il ricordo di noi non è destinato a svanire,  ma a rimanere  ben presente  in chi ci è stato vicino.

     
Poesie segnalate - sezione lingua friulana
 
    LISA DAMIANI
CJANDELUTE IMPIADE
     
     
     
PRIMO CLASSIFICATO - sezione giovani
 
  FABBRO LORENZO
L'ORA CHE NON HA MINUTI
   

Con immediatezza e semplicità ha saputo esprimere la dolorosa tristezza di un abbandono nell’acuto desiderio che l’essere amato possa comunque tener vivo nel ricordo le parole di dedizione  che gli erano state rivolte.

     
Poesie segnalate - sezione giovani
 
    ESTE BURATTI
DEDICA ALLA 5^ B
     
    MIRKO GUERRA
RIVESTO D'INQUIETUDINE
     
     
     
PRIMI CLASSIFICATI EX EQUO - sezione racconti
 
  EDDI BRAUNE
GANGNE MENEGHINA
   

Con linguaggio chiaro e scorrevole si fa emergere una suggestiva figura di donna, la gnane
Meneghina, colta nella dimensione nostalgica di tempi vissuti nell’ infanzia che emergono dando uno spaccato di una nostra  storia  trascorsa  ma ancora ben  viva nella memoria.

     
  GADDO DE ANNA
RICO E DAN
   

Con sintesi significativa e linguaggio chiaro ed espressivo  sono state delineate vicende di più generazioni, nel quadro anche di drammatici eventi della nostra storia recente,  e con riferimento a quelli che i protagonisti sono costretti a patire nel fluire del loro vivere che spesso  si risolve nel segno del tragico, come emerge dallo stesso destino di Rico, che si  ripropone dopo la  morte nella tristezza di Dan, il suo cane fedele.

     
     
 
 


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Testo di un articolo pubblicato sul Gazzettino (9 luglio 2004)

Giulietta e Romeo erano friulani?


Romeo! Parcè sestu Romeo? Refude il to non!" dice Giuletta, anzi Giuliute, a Romeo. Ma perché in friulano? Una suggestiva ipotesi, suggerisce l'origine friulana dei protagonisti dell'immortale opera di Shakespeare.

La vicenda di Giulietta e Romeo si perde nella notte dei tempi. Addirittura nella mitologia.
La storia è arrivata ai nostri giorni attraverso stratificazioni successive con varianti di cui non è sempre facile individuare il momento della nascita e la paternità.

Ecco un elenco delle principali versioni della racconto a cominciare da Ovidio.
Nelle sue "Metamorfosi" si narra del mito di Piramo e Tisbe. Una storia che ha molte analogie con quello di Giulietta e Romeo.

Ma Shakespeare conosceva Ovidio e le Metamorfosi? La risposta è SI.
Infatti nel "Sogno di una notte di mezza estate" viene recitata, quale inserto metateatrale, la storia di Piramo e Tisbe.
Quindi non è difficile ipotizzare che Shakespeare abbia tratto da Ovidio lo spunto per elaborare la sua opera più celebre.
Ma proviamo a seguire un altro percorso.
Nel 1476 viene pubblicato postumo "Il Novellino" di Masuccio Salernitano (1410 - 1475). Un libro di novelle con qualche accenno boccaccesco. In un racconto del Novellino si narra di Mariotto e Giannozza da Siena. Nei due protagonisti sono rintracciabili le figure di Priamo e Tisbe di ovidiana memoria. Nella novella del Masuccio le analogie con la tragedia di Shakespeare sono indubitabili. Variano solo i nomi e qualche dettaglio.

Nel 1531 appare postuma la "Historia novellamente ritrovata dei due nobili amanti" del vicentino Luigi Da Porto (1485 - 1529). Anche qui si può pensare che Da Porto si sia ispirato al Masuccio, a Ovidio o a entrambi. Con Da Porto nasce l'ipotesi dell'origine friulana della storia. Ma ci torneremo più avanti.
Nel 1544 Matteo Bandello (1485 - 1561) amico di gioventù di Luigi Da Porto (conosciutisi a Urbino) pubblica "La sfortunata morte di due infelicissimi amanti che l'uno di veleno e l'altro di dolore morirono, con vari accidenti". Le novelle di Bandello, divenuto vescovo di Agen in Francia, furono tradotte in francese da Pierre Boisteau.

Nel 1562 Arthur Broocke traduce in inglese dal francese la novella nel poema di 3020 versi "The tragical Hystorye of Romeus and Juliet".
Nel 1569 anche William Painter tradusse e pubblicò in Inghilterra la novella assieme ad altri racconti nel "Palazzo del piacere".
Nel 1578 Luigi Groto scrive l' "Adriana" che contiene frasi e immagini molto vicine al lavoro di Shakespeare.

Nel 1590 Lope de Vega ripropone il tema della "morta viva" con "Castelvines y Monteses". I suoi protagonisti si chiamano Roselo e Julia. La storia si conclude con un lieto fine.
E finalmente nel 1591 (o forse nel 1595) Shakespeare presenta la prima versione della tragedia con il titolo "An excellen conceited Tragedie or Romeo an Iuliet".
Negli anni successivi altre versioni "rivedute e corrette" furono proposte da Shakespeare.

E' noto che Shakespeare era un plagiario, un geniale plagiario. Va notato che la ridondanza di fonti a cui attingevano gli scrittori di una volta dimostra che non esisteva nessuna preoccupazione per l'originalità delle storie. Non esistevamo né diritti d'autore né la Siae a disturbare le loro scopiazzature.
Ma parliamo della tragedia di Shakespeare. La vicenda è ambientata a Verona nel 1303. Già Dante nella Divina Commedia scriveva "Vieni a veder Montecchi e Cappelletti".
Shakespeare, con questa tragica storia d'amore e di morte supera largamente la grossolanità delle versioni precedenti. Il racconto viene portato ad un raffinato lirismo, ad una poesia che oltrepassa il tempo e lo spazio. La purezza dei sentimenti dei due quindicenni veronesi tocca il cuore e commuove da sempre.

Ma quei due erano proprio veronesi? Non erano forse friulani? This is the problem (...restiamo con Shakespeare).
Luigi Da Porto, il nostro uomo chiave, scrive la novella nel 1526 ma la pubblicazione è postuma (nel 1531) due anni dopo la morte dell'autore. Nel 1539 apparve un'altra versione con il titolo "La Giulietta".

Il Da Porto era un nobile vicentino, vissuto da giovane per alcuni anni alla corte di Guidobaldo da Montefeltro a Urbino. E' importante ricordare che Luigi Da Porto era nipote di Antonio Savorgnan.
Dopo varie vicissitudini nel marzo del 1510 si trova a Gradisca d'Isonzo agli ordini di Alvise Dolfin. In Friuli compie varie imprese belliche con esiti positivi.

Nel febbraio del 1511 è a Cividale. Sollecitato dallo zio, Antonio Savorgnan, si spinge a Udine. Qui si trova coinvolto nelle faide cittadine che provocano molti morti.
Il 18 giugno dello stesso anno viene ferito alla gola presso il Natisone e rimane paralizzato. E' costretto ad abbandonare il mestiere delle armi.
Muore a Vicenza nel maggio del 1529.

Le sue "Lettere storiche" (postume, 1832-1837) sono la fonte più sicura per le notizie su di lui.
Il racconto "Historia novellamente ritrovata..." è introdotto da una dedica rivolta a Lucina Savorgnan, cugina dell'autore. In questa dedica compare un narratore di nome Peregrino da Verona, arciere di cinquant'anni, che accompagna Luigi Da Porto nel suo viaggio da Gradisca a Udine. Si legge che Peregrino vuole consolare Luigi per un suo amore nato in Friuli che però non sembra corrisposto.

E' possibile che con questa dedica il Da Porto voglia suggerire al lettore la presenza di due storie parallele. Quella di Giulietta e Romeo e la storia dell'amore dello scrittore per una donna, ovviamente friulana. Secondo alcuni ricercatori questa donna poteva essere proprio la cugina Lucina a cui viene dedicata la novella.

Sempre secondo alcuni studiosi il nome di Giulietta, assegnato alla protagonista del racconto, deriverebbe da Forum Julii ove risiedeva la giovane amata dal Da Ponte. Il nome di Romeo starebbe ad indicare il romeo, il pellegrino, il forestiero quale era Luigi Da Porto in Friuli. Per i cognomi esiste una complessa teoria abbastanza verosimile.

Ad ogni modo, con la novella del Da Porto, i nomi dei protagonisti diventano Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi. Tali nomi resteranno, con adattamenti linguistici locali, anche nelle successive versioni di altri autori, compreso Shakespeare.
Possiamo quindi affermare con un certo orgoglio che, molto probabilmente, i nomi dei protagonisti della più famosa storia d'amore del mondo, sono stati pensati in Friuli e sono collegati ad un amore, purtroppo sfortunato, nato in Friuli.

Questa stimolante ipotesi ha dato il titolo ad un premio di poesia che Francesca Rodighiero, la nota creatrice di incontri ludico-culturali, ha istituito e che avrà il suo epilogo le sera del 17 settembre 2004 alla Tavernetta di Remanzacco. In tale occasione saranno premiati i vincitori del concorso e sarà presentato il libro che raccoglie i componimenti poetici.

Per partecipare al concorso c'è tempo fino al 31 agosto 2005. Per il bando di concorso e per altre informazioni telefonare al 0432.508206 oppure al 340.5341420.

Carlo Rinaldin



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2005 Accademia Città di Udine
Per maggiori informazioni telefonare al 0432.508206 oppure al 340.5341420
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Codice Fiscale 94091620305

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